A dieci anni da Amoris laetitia: annunciare il Vangelo con le famiglie oggi

Incontro del Santo Padre Leone XIV con i Capi delle Chiese Orientali e i Presidenti delle Conferenze Episcopali

7-14 ottobre 2026

 

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PERCORSO TEMATICO

 

L’incontro del Santo Padre con i Capi delle Chiese Cattoliche Orientali sui iuris e i Presidenti delle Conferenze Episcopali nasce con l’intento di «procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali»[1]. Si tratta, dunque, di un percorso eminentemente pastorale, che si inserisce nel dinamismo della «conversione pastorale» già in atto.

In questo itinerario, siamo invitati a chiedere al Signore «il coraggio di proseguire il cammino» aperto da Amoris laetitia, «accogliendo sempre nuovamente il Vangelo, nella gioia di poterlo annunciare a tutti». In questo orizzonte, le famiglie non sono soltanto destinatarie dell’azione pastorale della Chiesa, ma soggetti della sua missione, attraverso i quali il Vangelo prende forma nelle relazioni quotidiane, nelle scelte, nella fragilità e nella speranza.

I giorni di lavoro intendono configurarsi come uno spazio reale di incontro, di ascolto e di discernimento: accogliendo le esperienze vive delle famiglie, condividendo racconti concreti di vita, riflettendo sulle iniziative di accompagnamento che la comunità ecclesiale sta mettendo in atto con l’aiuto della grazia di Dio, confrontandoci con esperti. L’obiettivo è discernere in che direzione lo Spirito Santo ci sta conducendo oggi, così da riconoscere, sostenere e promuovere ciò che Egli sta già operando nelle famiglie e valorizzarne il contributo alla missione della Chiesa.

 

1.     Le famiglie oggi: realtà, bellezza e sfide

Discernere i segni dei tempi a partire dall’esperienza delle famiglie e dall’impegno della Chiesa oggi

Il punto di partenza dell’incontro è uno sguardo sulla realtà illuminato dal Vangelo e radicato in Cristo: «Il nostro tempo è segnato da rapide trasformazioni che, ancor più di dieci anni fa, rendono necessaria una particolare attenzione pastorale alle famiglie, alle quali il Signore affida il compito di partecipare alla missione della Chiesa di annunciare e testimoniare il Vangelo».

Sulla scia di Amoris laetitia, diventa essenziale «valorizzare quei segni di amore che in qualche modo riflettono l’amore di Dio», accompagnando le persone «con pazienza e delicatezza» (AL 294). Ciò richiede di mettersi in ascolto della vita concreta delle famiglie e dell’esperienza di coloro che le accompagnano, riconoscendo insieme la bellezza dell’amore che prende forma nella quotidianità e le fragilità che spesso la attraversano, tra cui precarietà del lavoro e della casa, la malattia, la difficoltà dell’educazione dei figli, la solitudine affettiva, la cura dei familiari con disabilità, anziani o non autosufficienti.

Quali segni di speranza, quali sfide e quali punti critici emergono oggi dalla vita delle famiglie nei diversi contesti culturali e sociali? In che modo le trasformazioni del nostro tempo incidono sull’esperienza dell’amore tra uomo e donna, sulla generazione, sulla cura, sulla trasmissione della fede e sulla missione della Chiesa? Quali esperienze pastorali aiutano maggiormente a riconoscere l’azione di Dio nella vita concreta delle famiglie e a valorizzarne le risorse umane e spirituali? Che cosa stiamo imparando dall’ascolto delle famiglie e dall’esperienza delle Chiese locali? Come il dialogo tra esperienza vissuta, discernimento ecclesiale, ricerca teologica e scienze umane può aiutarci a comprendere più profondamente la realtà delle famiglie e ad accompagnarle?

 

2.     I giovani e la scoperta della vocazione matrimoniale

Ascoltare i giovani e accompagnarli nella scoperta del valore del matrimonio

In molte parti del mondo i giovani vivono in contesti nei quali si è indebolita la fiducia nella possibilità di costruire un progetto matrimoniale e familiare stabile, a causa di ragioni economiche, sociali e culturali. I giovani sono alla ricerca di senso, di testimoni – coppie fedeli e credibili – e di persone capaci di ascoltarli e aiutarli a scoprire la bellezza e la promessa del matrimonio cristiano: «Perciò l’impegno della Chiesa […] va rinnovato e approfondito, affinché […] i giovani si sentano attratti dall’intensità della vocazione matrimoniale nella Chiesa».

Quali linguaggi, quali esperienze e quali percorsi educativi e spirituali aiutano oggi bambini, adolescenti e giovani a riconoscere il valore del matrimonio? Quale testimonianza possono offrire le coppie e le famiglie? Come possono contribuire ad accompagnarli nella loro crescita emotiva, relazionale e sessuale? Quali passi di attenzione e di conversione pastorale possono aiutare la Chiesa ad accompagnare le coppie conviventi nel discernimento di un cammino affettivo e familiare maturando la scelta del matrimonio e dell’accoglienza di figli?

 

3.     La vita matrimoniale. I primi anni di matrimonio: un tempo decisivo

Ascoltare e accompagnare le coppie nei primi anni di vita matrimoniale e in ogni tappa della vita

Richiede un’attenzione specifica l’esperienza delle coppie nei primi anni della vita matrimoniale, una fase particolarmente importante per consolidare il legame coniugale e affrontare insieme i cambiamenti che accompagnano l’inizio della vita familiare, come la nascita dei figli e la conciliazione tra famiglia e lavoro dando un senso rinnovato all’amore coniugale e familiare.  È un tempo in cui gli sposi imparano a rileggere continuamente la propria esperienza alla luce del Vangelo, radicando il loro amore in Cristo e maturando nella libertà e nella responsabilità reciproca. È infatti nei primi anni che maturano molte delle risorse umane e spirituali che aiuteranno gli sposi ad attraversare le diverse stagioni della vita familiare.

«Perciò l’impegno della Chiesa […] va rinnovato e approfondito, affinché coloro che il Signore chiama al matrimonio e alla famiglia possano vivere il loro amore coniugale in Cristo», esplorando anche come favorire relazioni di prossimità tra famiglie, esperienze di mutuo sostegno e forme concrete di corresponsabilità nella vita della comunità ecclesiale.

Quali forme di accompagnamento aiutano maggiormente le coppie, in particolare nei primi anni di vita matrimoniale? Come favorire relazioni di prossimità tra famiglie, esperienze di mutuo sostegno e forme concrete di corresponsabilità nella vita della comunità ecclesiale? In che modo aiutare gli sposi a riconoscere e valorizzare le proprie risorse relazionali, spirituali, generative e genitoriali? Quali esperienze mostrano la fecondità di reti di famiglie capaci di sostenersi reciprocamente e di diventare, a loro volta, una presenza di accompagnamento e testimonianza per altri?

 

4.     Nelle difficoltà della vita: accompagnare e sostenere

Camminare con le famiglie in situazioni complesse

Una attenzione particolare è rivolta alle coppie e alle famiglie che incontrano, in tutte le fasi della vita matrimoniale, situazioni di difficoltà relazionale, sociale, spirituale, dove il Vangelo è chiamato a farsi ancora più vicino: «Dobbiamo imparare a evocare la bellezza della vocazione al matrimonio proprio nel riconoscimento della fragilità, in modo da risvegliare “la fiducia nella grazia” (AL 36) e il desiderio cristiano di santità. Dobbiamo anche sostenere le famiglie, in particolare quelle che soffrono tante forme di povertà e di violenza presenti nella società contemporanea». Anche il fallimento, la fragilità, la distanza tra ideale e realtà, e la complessità delle situazioni diventano luoghi nei quali riconoscere l’opera della grazia di Dio e accompagnare le persone con rispetto, pazienza e speranza.

 

Quali passi sono stati compiuti per sostenere coloro che vivono in situazioni di fragilità o di difficoltà? Quali resistenze emergono? Come costruire comunità cristiane nelle quali coloro che hanno fatto l’esperienza della sofferenza, dell’abbandono, della separazione e del divorzio possano sentirsi realmente ascoltati, partecipi e corresponsabili? Quali esperienze concrete mostrano già oggi il volto di una Chiesa sempre più capace di prossimità, discernimento, accompagnamento e valorizzazione, aiutando le persone e le famiglie a ritrovare fiducia, a riconoscersi parte della comunità e sperimentare la misericordia di Dio?

 

5.     Le famiglie cristiane, soggetti della missione della Chiesa

Accogliere l’amore coniugale e familiare come impulso alla missione

Secondo le parole di san Paolo VI, «sono gli sposi stessi che si fanno apostoli e guide di altri sposi» (Humanae vitae, 26). Essi testimoniano che l’amore non è una realtà statica, ma un cammino dinamico di donazione continua: «Non siamo fatti “per una vita dove tutto è scontato e fermo, ma per un’esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell’amore”».

Gli sposi sanno bene che non si finisce mai di imparare i linguaggi dell’amore, giorno dopo giorno. All’interno delle comunità cristiane, le coppie hanno un modo peculiare di rispondere alla comune vocazione all’amore. In un mondo che cambia velocemente, il contributo delle famiglie alla missione della Chiesa è più necessario che mai per sostenere un “apprendistato dell’amore duraturo”, con i benefici che questo genera per la vita personale, ecclesiale e sociale.  

Nonostante le sfide imposte dai ritmi della vita contemporanea, le famiglie rimangono il primo luogo in cui la fede viene trasmessa alle nuove generazioni (cf. AL 287); la loro missione si esprime in molti modi: nella testimonianza quotidiana del Vangelo, nell’accompagnamento di altre famiglie, nella partecipazione alla vita delle comunità cristiane e nel contributo offerto alla società attraverso esperienze di amore, cura e solidarietà.

Come valorizzare l’esperienza delle coppie e delle famiglie come luogo di maturazione umana, spirituale, ecclesiale e sociale? Come accompagnare un cammino in cui la relazione di coppia diventi esperienza viva di crescita nella fede e nella vita sociale? Come riconoscere e sostenere il contributo delle famiglie alla missione evangelizzatrice e alla conversione pastorale delle comunità cristiane?

Vaticano, 6 luglio 2026

 

[1] Quando non specificato, le citazioni sono tratte dal Messaggio del Santo Padre Leone XIV, pubblicato il 19 marzo 2026 in occasione del 10° anniversario di Amoris laetitia, con il quale ha disposto la convocazione del presente Incontro.