Pubblicazione del Rapporto finale della Commissione Canonistica
La Segreteria Generale del Sinodo pubblica oggi il Rapporto Finale della Commissione Canonistica.
La Commissione Canonistica - istituita al servizio del Sinodo, d’intesa con il Dicastero per i Testi Legislativi, secondo quanto stabilito nell’Udienza concessa da Papa Francesco del 18 dicembre 2023 – ha lavorato, in questi anni, a partire dai risultati del processo sinodale 2021-24, in particolare dal Documento Finale approvato il 26 ottobre 2024, e dei vari contributi che le sono pervenuti da esperti di tutto il mondo.
Come si legge nell’introduzione del Rapporto finale, la Commissione ha cercato di individuare in quali termini le acquisizioni teologiche ed ecclesiologiche del processo sinodale possano tradursi in norme canoniche, distinguendo tre orizzonti temporali. Nel breve periodo, propone modifiche puntuali alla normativa vigente, capaci di sostenere fin da subito la vita ecclesiale nel suo concreto svolgersi: sono queste a costituire l’oggetto dell’attuale Rapporto.
Pur senza entrare nel merito, la Commissione individua inoltre alcuni ambiti che, muovendo dalle esigenze sinodali, potranno essere affrontati nel medio periodo, in modo trasversale e insieme ai Dicasteri competenti, attraverso nuove Istruzioni o la revisione di quelle già in vigore. Nel lungo periodo, infine, prospetta la necessità di una revisione complessiva dei due Codici di diritto canonico — latino e orientale — affinché recepiscano le istanze teologiche ed ecclesiologiche emerse.
«Mentre la Chiesa tutta è impegnata in una riflessione teologica ed ecclesiologica sulla propria natura sinodale, è parso importante avviare una riflessione anche sulle norme — i canoni — che ne reggono l'organizzazione e le relazioni tra i suoi membri. Il diritto canonico, infatti, è la trasposizione in termini giuridici di ciò che, in ogni epoca, la Chiesa percepisce di sé e di ciò che costituisce l'oggetto della sua fede, con le conseguenze che ne derivano per il modo in cui si realizzano le relazioni umane al suo interno. La medesima riflessione si estenderà al diritto delle Chiese orientali cattoliche, per le quali è stata di recente istituita un'apposita commissione. Senza un corrispettivo diritto canonico, la teologia rimarrebbe incompleta, "come un uomo privato di un braccio", come ricordava Leone XIII[1]» afferma il Cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo.
Le proposte di modifiche
La prima parte del documento contiene proposte di modifica ai canoni del Codice che riguardano la capacità dei laici, uomini e donne, di esercitare nella Chiesa uffici, incarichi e ministeri per i quali risultano idonei e competenti, anche nell’ambito del governo ecclesiastico.
La seconda parte propone la revisione in prospettiva sinodale di alcuni canoni sui Concili particolari e le Conferenze Episcopali, ossia di quelle istanze ecclesiali preposte alla collaborazione tra le Chiese locali.
Infine, la terza parte si occupa degli organismi di partecipazione, così come già istituiti nel codice, ma proponendo tuttavia modifiche che ne accrescano la dimensione partecipativa e l’orientamento missionario.
Al pari dei Rapporti finali dei Gruppi di Studio, l’attuale Rapporto è da considerarsi come documento di lavoro.
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[1] Cfr. Leone XIII, Lettera enciclica Depuis le jour agli arcivescovi, vescovi e al clero della Francia, 8 settembre 1899.
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