La selezione dei vescovi e la gestione di questioni dottrinali, pastorali ed etiche emergenti

La selezione dei vescovi e la gestione di questioni dottrinali, pastorali ed etiche emergenti

 

Pubblicazione dei Rapporti finali del Gruppo di Studio n. 7 e n. 9

Vaticano, 5 maggio 2026

 

La Segreteria Generale del Sinodo pubblica oggi la prima parte – quella relativa au criteri di selezione dei candidati all’episcopato - del Rapporto finale del Gruppo di Studio n.7 su Alcuni aspetti della figura e del ministero del vescovo (in particolare: criteri di selezione dei candidati all’episcopato, funzione giudiziale del vescovo, natura e svolgimento delle visite ad limina apostolorum) in prospettiva sinodale missionaria e quello del Gruppo di Studio n.9 su Criteri teologici e metodologie sinodali per il discernimento condiviso di questioni dottrinali, pastorali ed etiche emergenti.

“Questi due rapporti toccano il cuore della vita ecclesiale. Il primo ci ricorda che scegliere un vescovo è un momento di autentico discernimento della comunità cristiana: non esiste pastore senza gregge, né gregge senza pastore. Il secondo ci offre strumenti concreti per affrontare le questioni più difficili senza fuggire dalla complessità: ascoltare le persone coinvolte, leggere la realtà, convocare insieme i saperi. È il metodo sinodale applicato alle situazioni più esigenti.” afferma il Cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo.

 

La Prima Parte del Rapporto Finale del Gruppo di Studio n. 7

La Prima Parte del Rapporto Finale del Gruppo di Studio n. 7 tratta la selezione dei candidati all’episcopato come momento di autentico discernimento ecclesiale, guidato dallo Spirito Santo in un clima di preghiera e ascolto. I soggetti coinvolti sono la Chiesa locale con il suo Vescovo, i Vescovi della Provincia Ecclesiastica o della Conferenza Episcopale, e il Nunzio Apostolico — che il Gruppo auspica possieda egli stesso un profilo sinodale e missionario, per poterlo a sua volta ricercare in quanti vengono segnalati come possibili Vescovi.

Il documento propone che ogni diocesi attivi periodicamente processi di discernimento sul proprio stato e le proprie necessità. In prossimità della successione episcopale, il Vescovo convoca il Consiglio presbiterale e il Consiglio pastorale diocesano, i cui membri esprimono collegialmente un parere sulle necessità della diocesi e trasmettono al Vescovo — in busta chiusa — i nomi dei Presbiteri che ritengono idonei all’episcopato. Laddove possibile, vengono consultati anche il Capitolo cattedrale, il Consiglio per gli affari economici, la Consulta dei Laici, i rappresentanti dei consacrati, dei giovani e dei poveri.

Tra le qualità richieste ai candidati, il Gruppo sottolinea le «competenze sinodali»: capacità di costruire comunione, esercizio del dialogo, conoscenza profonda delle culture locali e disponibilità a integrarsi in esse in modo costruttivo. Il Rapporto chiede inoltre che i Dicasteri della Curia Romana rivedano le proprie procedure in senso più sinodale, e propone forme periodiche di valutazione indipendente dei processi di selezione.

Il Gruppo prosegue intanto la riflessione sugli altri temi affidatigli: la funzione giudiziale del vescovo, le visite ad limina apostolorum e la formazione dei vescovi.

 

Rapporto Finale del Gruppo di Studio n. 9

Il Rapporto Finale del Gruppo di Studio n. 9 propone un cambio di paradigma nel modo in cui la Chiesa affronta le questioni dottrinali, pastorali ed etiche più difficili. Il punto di partenza è un’icona biblica: i capitoli 10-15 degli Atti degli Apostoli, che mostrano come sia possibile valorizzare le diversità culturali senza tradire la novità del Vangelo.

Una prima scelta significativa riguarda il linguaggio: il Gruppo ha preferito parlare di questioni «emergenti» anziché «controverse», perché l’obiettivo non è risolvere un problema ma costruire il bene comune attraverso la conversione relazionale, l’apprendimento condiviso e la trasparenza.

Il documento introduce il «principio di pastoralità»: non vi è annuncio del Vangelo senza farsi carico dell’interlocutore, nel quale lo Spirito è già all’opera. Per affrontare concretamente le questioni emergenti, il Gruppo propone tre passaggi metodologici: ascoltare noi stessi, ascoltare la realtà, convocare i saperi. La conversazione nello Spirito rimane lo strumento privilegiato per sviluppare una cultura ecclesiale della sinodalità.

Nella terza parte del Rapporto, il Gruppo applica concretamente questo metodo a due questioni oggi emergenti nella vita delle Chiese locali, scelte proprio per la loro diversità: l'esperienza delle persone omosessuali credenti e l'esperienza della non violenza attiva — testimoniata da un movimento di giovani serbi che contribuì alla caduta pacifica di Milošević ispirandosi ai cristiani delle origini. In entrambi i casi, il Gruppo non offre pronunciamenti conclusivi ma — a partire dall’ascolto diretto di testimonianze concrete — propone piste di discernimento etico-teologico e domande aperte, perché ogni comunità possa farsi carico “dell’impegno a riconoscere e promuovere il bene con cui Dio agisce nella storia e nell’esperienza delle persone”.

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Ai Rapporti finali

Al Comunicato Stampa in FRA e POR

05 maggio 2026, 11:30