Alcuni aspetti della figura e del ministero del Vescovo (in particolare: criteri di selezione dei candidati all’episcopato, funzione giudiziale del Vescovo, natura e svolgimento delle visite ad limina Apostolorum) in prospettiva sinodale missionaria

Sintesi della Prima Parte del Rapporto finale del Gruppo di Studio 7 (Testo originale: italiano)

Alcuni aspetti della figura e del ministero del Vescovo  (in particolare: criteri di selezione dei candidati all’episcopato, funzione giudiziale del Vescovo, natura e svolgimento delle visite ad limina Apostolorum) in prospettiva sinodale missionaria

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Sintesi

 

Il resoconto del Gruppo di Studio 7 intende aiutare a comprendere e a svolgere il processo di selezione dei candidati all’Episcopato come un momento autenticamente ecclesiale, guidato dallo Spirito Santo e caratterizzato da un atteggiamento di preghiera, ascolto e discernimento. In tale processo sono coinvolti, a diverso titolo, numerosi soggetti: in primo luogo la Chiesa locale guidata dal proprio Vescovo; quindi i Vescovi appartenenti alla stessa Provincia Ecclesiastica o raccolti nella Conferenza Episcopale; infine la Rappresentanza Pontificia presieduta dal Nunzio Apostolico, che tiene i contatti con i competenti Dicasteri della Curia Romana.

Il Gruppo raccomanda che, nella scelta del Vescovo, si tenga conto, tra le qualità richieste, delle “competenze sinodali” dei candidati, tra cui risaltano l’impegno a edificare la Chiesa locale nella comunione, la valorizzazione di tutti i doni e ministeri, l’esercizio del dialogo nelle relazioni e nella presidenza degli organismi di partecipazione, la conoscenza profonda delle culture locali e la disponibilità a integrarsi in esse in modo costruttivo. Il Gruppo, al tempo stesso, auspica che i Nunzi per primi possiedano un profilo sinodale e missionario per poterlo a loro volta ricercare in quanti vengono loro segnalati come possibili Vescovi.

Nella consapevolezza che fin dai primi secoli la Chiesa locale è stata interpellata in vario modo nel processo di selezione del proprio Vescovo, il Gruppo incoraggia un investimento formativo, che aiuti tutti i membri del Popolo di Dio ad affinare la capacità di discernimento, e auspica che ogni Chiesa locale coltivi i carismi dei suoi Presbiteri, possibilmente per mezzo di équipe che affiancano il Vescovo nella formazione permanente del Clero.

Il Gruppo propone che ogni Diocesi attui periodicamente processi di discernimento sul proprio stato e le proprie necessità. In particolare, in vista della sessione in cui i Vescovi della Provincia Ecclesiastica (o della Conferenza Episcopale) sono chiamati a stendere una lista di candidati all’Episcopato da trasmettere alla Sede Apostolica, il Gruppo suggerisce che il Vescovo convochi il Consiglio presbiterale e il Consiglio pastorale diocesano. Sotto la guida del loro Pastore, in un clima di preghiera comune e di scambio fraterno, ciascuno di questi organismi formulerà collegialmente un parere scritto sullo stato e le necessità della Diocesi. Inoltre, ciascuno dei membri consegnerà al Vescovo in busta chiusa: 1) i nomi dei Presbiteri operanti in Diocesi che giudica idonei all’Episcopato; 2) un parere circa il profilo del futuro Vescovo della propria Chiesa locale con i nomi di Vescovi o Presbiteri che ritiene adeguati alla successione. Laddove le circostanze lo consentono, si convocheranno anche il Capitolo cattedrale, il Consiglio diocesano per gli affari economici, la Consulta dei Laici, le Unioni dei Consacrati e delle Consacrate, Gruppi diocesani che rappresentano istituzionalmente giovani e poveri. I risultati delle consultazioni saranno presentati dal Vescovo all’assemblea dei Vescovi della Provincia Ecclesiastica o della Conferenza Episcopale, che stenderanno un elenco di candidati all’Episcopato il più possibile espressione del loro consenso.

Il Gruppo propone altresì che, quando si avvicina il momento dell’avvicendamento del Pastore, il Vescovo uscente promuova appositi momenti di discernimento comunitario. Inoltre, nel momento in cui la Chiesa locale diviene vacante oppure la Santa Sede autorizza l’avvio delle procedure per la successione, suggerisce che venga costituito in Diocesi un Comitato per la provvista della Chiesa locale, di cui il Nunzio Apostolico si avvale per precisare lo stato della Diocesi, il profilo del nuovo Pastore e anche per ottenere pareri su possibili candidature.

Da parte sua, il Nunzio riceve i risultati delle consultazioni compiute in ciascuna Diocesi e in ciascuna Provincia Ecclesiastica (o nella Conferenza Episcopale) e li integra con ulteriori consultazioni a sua motivata discrezione. A questo proposito, il Gruppo raccomanda di interpellare non solo Chierici, ma anche una quantità possibilmente equivalente di Consacrate e Consacrati, Laiche e Laici. Lo scopo della consultazione è di far emergere il più possibile la verità, sia intorno allo stato della Diocesi e alle sue necessità, sia intorno alla dignità e all’idoneità dei possibili candidati all’Episcopato. Il Gruppo suggerisce di aggiornare e differenziare i questionari da somministrare agli informatori, nonché di servirsi di colloqui personali, utili soprattutto laddove la modalità del questionario scritto sembra insufficiente a ottenere una conoscenza adeguata delle situazioni e delle persone.

Il Gruppo ritiene che anche i Dicasteri della Curia Romana preposti a coadiuvare il Vescovo di Roma nella provvista delle Chiese locali siano per la loro parte chiamati a rivedere le loro procedure affinché il metodo del discernimento ecclesiale impronti sempre di più il loro operato ordinario.

Nello spirito del processo sinodale 2021-2024, il Gruppo propone di prevedere forme di valutazione degli avvenuti processi di selezione dei candidati all’Episcopato. Tale valutazione deve realizzarsi a intervalli regolari, appurare se i processi soddisfano gli standard di una Chiesa sinodale e missionaria, favorire la condivisione di buone pratiche e adottare le misure che si renderanno necessarie. Periodicamente, a discrezione del Papa, il Gruppo suggerisce, infine, di costituire una commissione ecclesiastica indipendente, che includerà nella propria valutazione l’operato dei Dicasteri della Curia.

05 maggio 2026, 11:30