La revisione, in prospettiva sinodale e missionaria, dei documenti sulle relazioni fra Vescovi, Vita Consacrata, Aggregazioni Ecclesiali

Rapporto finale del Gruppo di Studio 6 (Testo originale: italiano)

La revisione, in prospettiva sinodale e missionaria,  dei documenti sulle relazioni fra Vescovi, Vita Consacrata, Aggregazioni Ecclesiali

 

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Sintesi

 

 

1. Contesto e finalità 

Il Gruppo di Studio 6 (GS6) aveva il compito di elaborare riflessioni e proposte sulla revisione, in chiave sinodale e missionaria, dei documenti che regolano le relazioni fra vescovi, vita consacrata e aggregazioni ecclesiali (associazioni di fedeli, movimenti ecclesiali, nuove comunità: AFMENC). Il testo di sintesi è pensato come contributo pratico da offrire al Santo Padre, volto a promuovere una “conversione relazionale” capace di rinnovare le modalità di camminare insieme nella Chiesa universale.

 

2. Urgenza della conversione relazionale 

Il GS6 ha rilevato la necessità di superare approcci funzionali o meramente gerarchici per giungere a rapporti fondati su fiducia, ascolto reciproco e generoso scambio di doni. La conversione relazionale non è un semplice slogan, ma un impegno concreto di trasformazione interiore (cuori e atteggiamenti) e strutturale (linguaggi, metodi, spazi di incontro), affinché il Popolo di Dio viva davvero come un unico soggetto comunitario e storico della sinodalità e della missione.

 

3. Principi ispiratori 

-     Ecclesiologia conciliare: la Chiesa è Popolo di Dio, sacramento di unità e comunione. 

-     Sinodalità e missione: camminare insieme con corresponsabilità, orientati all’annuncio del Vangelo. 

-     Reciprocità e co-essenzialità: doni gerarchici e carismatici cooperano armonicamente nella Chiesa. 

-     Trasparenza, inclusione e partecipazione attiva di tutti i protagonisti (vescovi, consacrati, aggregazioni, laici).

 

4. Metodologia e composizione 

-     Durata dei lavori: aprile 2024–febbraio 2026. 

-     Assetto: comitato centrale + tre sottogruppi tematici (6.1: relazioni vescovi-vita consacrata; 6.2: conferenze episcopali-superiori maggiori; 6.3: AFMENC-Chiese locali). 

-     Fasi: formazione sui principi sinodali; incontri in presenza (con preghiera dell’“Adsumus”) e online; ascolto di vescovi, consacrati e moderatori di aggregazioni (questionari e interviste); scambio e revisione condivisa di testi; sintesi finale rivolta alla prassi.

 

5. Proposte principali 

I.         Rapporti fra vescovi e vita consacrata 

a.         Criteri di discernimento: elaborare i criteri teologici-giuridici per l’approvazione di nuovi istituti, società di vita apostolica e forme emergenti. 

b.        Partecipazione e dialogo: nomina, in ogni diocesi, di un delegato/vicario per la vita consacrata; incontri annuali fra vescovi, persone consacrate e conferenze dei superiori maggiori, con metodo della “conversazione nello Spirito”. 

c.         Accompagnamento sinodale: visite personalizzate, sostegno nei processi di transizione storica (declino vocazionale, soppressione, cura dei beni), creazione di spazi di dialogo e supporto spirituale. 

d.        Protocolli e monitoraggio: contratti d’intesa obbligatori per missione, formazione, parità di genere, remunerazioni e gestione patrimoniale; comitati di conciliazione; scadenze e indicatori di responsabilità.

II.      Collaborazione fra conferenze episcopali e conferenze dei superiori maggiori 

a.         Conoscenza reciproca e fraternità: visite ad limina preparate congiuntamente; spazi di fraternità (ritiri, giubilei); incontri annuali di segretariati generali. 

b.        Formazione congiunta: moduli su sinodalità, ecclesiologia e leadership nei seminari, noviziati e centri di formazione. 

c.         Progetti sinodali: iniziative annuali multidisciplinari (clero, consacrati, laici) al servizio delle periferie; commissioni diagnostiche per valutare e diffondere buone pratiche. 

d.        Strutture sinodali stabili: protocolli chiari sulla collaborazione pastorale e sulle risorse; delegati religiosi nelle conferenze episcopali; rappresentanza piena di consacrati e laici negli organismi decisionali.

III.   Relazioni fra aggregazioni ecclesiali (AFMENC) e Chiese locali 

a.         Identità e ascolto: definizione terminologica di AFMENC (aggregazioni di fedeli, movimenti, nuove comunità); ascolto qualitativo di moderatori e vescovi per cogliere sfide e prassi. 

b.        Principi guida: comunione, co-essenzialità, sinodalità e conversione relazionale come chiavi interpretative per rapporti autentici. 

c.         Proposte per la relazione vescovi-AFMENC: cambio di mentalità reciproco; conoscenza personale e visite periodiche; inserimento sistematico nei piani pastorali diocesani; organismi di partecipazione (consulte, consigli pastorali, assemblee sinodali). 

d.        Sinodalità orizzontale: sviluppo di reti tra AFMENC per progetti comuni, condivisione di risorse e favorire la complementarità carismatica. 

e.         Formazione specifica: percorsi per membri AFMENC (leadership, processi decisionali, libertà-comunione); formazione nei seminari su vocazione laicale e aggregazioni; formazione dei vescovi sulle potenzialità e specificità delle AFMENC.

08 settembre 2026, 11:30